[RABBIT]
È tempo di Conigli Mannari
Scene, luci e regia Davide Pedriali
Libero adattamento da "LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI W"
di Stefano BENNI
Una donna incompleta, squilibrata, bloccata, fragile, ilare, funebre, poi catatonica; bionda, alta, mora, esile, mendicante, madre, figlia, maestra, alunna, amica, amante, disperata, ironica, ballerina, poi funambola.
Dodici donne si avvicendano sul palcoscenico proponendoci i diversi volti di "Vu"; lo fanno attraversando il tempo e sovrapponendosi nello spazio e negli stati d'animo di una donna prigioniera in una realtà parallela - di cui è egli stessa artefice. Uno spazio circoscritto della mente dove ha smarrito il proprio sé, luogo in cui la ricerca del pezzo mancante avviene sempre attraverso gli "altri", che mancano a loro volta, inesorabilmente, in quanto perduti nel tempo dei ricordi.
<<Cerchiamo sempre negli altri una risposta che è già dentro di noi.>>
Anche "Vu" cerca il suo pezzo mancante negli altri della sua vita; nonno Wilfredo, l'amica Wilma, il fidanzato Wolmer e soprattutto nel coniglietto Walter...
Sempre sospesa tra il vecchio e il nuovo, nelle macerie del tempo e dell'anima.
Una partitura a più voci tutta al femminile; intorpidite, acute, assillanti, ma necessarie per trasformare il dolore e, forse, per sopportarlo nell'attesa del buio.
























