
[INFERNO]
Dante Inferno Canto I
Scene, luci e regia Davide Pedriali
Tratto da "LA DIVINA COMMEDIA" di Dante ALIGHIERI
La rappresentazione imposta, in termini puramente simbolici, il tema di una duplice redenzione dell'uomo — dai suoi errori e dalle conseguenze del peccato — con la speranza del ravvedimento e della salvezza (dell'umanità tutta) dallo stato di decadenza e anarchia in cui è piombata.
Dante, il Poeta, smarrita la diritta via, si ritrova in una selva oscura e ardua; la selva è il simbolo di una condizione di traviamento morale e intellettuale.
Il cuore del poeta è profondamente turbato dalla coscienza di un pericolo morale imminente.
A farlo piombare nella cupa disperazione sopraggiungono tre fiere, tre animali che simboleggiano i tre vizi capitali (precursori del peccato) che ostacolano e traviano l'uomo Dante, causandone lo smarrimento; la Lussuria, una Lonza (Lince) in perpetuo movimento; la Superbia, un Leone in croce (sostituendosi a Dio come atto di smisurata superbia) e nudo, per esibizionismo estremo; la Cupidigia, una donna Lupa, plasmata nel corpo dall'accumulo di beni materiali, nuda anch'essa; indossa solo gioielli preziosi, cuciti addosso, sulla pelle. A soccorrerlo Virgilio.
I tre vizi capitali sono "bloccati", inoltre, da quattro Donne in rosso; le Parche, divinità che presiedono al Destino dell'uomo (e di Dante); tessono il "filo della vita".
Infine, Beatrice, anch'essa in rosso, simbolo di Carità - scende nell'Inferno per soccorrere Dante; da Esso riceverà il "filo della vita". L'uomo Dante affiderà completamente a Lei il proprio destino.















